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Come Migrare il tuo Sito web senza perdere SEO e traffico

Come migrare il tuo sito web mantenendo il tuo posizionamento e il tuo SEO? Scoprilo leggendo questa guida

  August 01, 2018    

Migrare un sito web mantenendo il SEO - sem-seo.it

Migrare un sito web ha degli indubbi vantaggi, ma presenta anche dei grandi rischi: se non esegui correttamente la migrazione potresti perdere il tuo traffico e il tuo posizionamento su Google.

Puoi utilizzare la migrazione del tuo sito web come un'occasione per migliorare il SEO: devi creare il nuovo sito ottimizzandolo per il SEO On-Page, e mantenere tutti i backlink del vecchio dominio.

Ma questo funziona solo se non fai errori durante la migrazione.


In quali casi è utile migrare il tuo sito web?

Rebranding - Se cambi il nome della tua attività devi cambiare anche dominio del sito.

Per evitare di generare confusione ai visitatori regolari del tuo sito web potresti annunciare il nuovo nome e il nuovo dominio in un blog post, sui social e nella tua Homepage.

Per evitare di perdere il posizionamento che aveva il vecchio dominio devi prestare molta attenzione a seguire tutte le regole della migrazione SEO.

Passaggio da HTTP a HTTPS - Questa migrazione è l’unica che ha dei reali benefici in termini di SEO.

Google potrebbe trovare due domini diversi con gli stessi contenuti, e quindi pensare che ci siano due siti in cui uno una copia dell'altro. Potrebbe penalizzare il nuovo sito HTTPS perché lo percepisce come la copia del vecchio. Per questo è importante prestare molta attenzione ai redirect nell’implementare il protocollo HTTPS.

Cambio del CMS in uso - Potresti voler cambiare CMS, ad esempio passare da Joomla a Wordpress. In questo caso devi fare molta attenzione a trasferire tutte le tua immagini che sono state indicizzate, oltre a fare un'elenco di tutte le tue pagine per essere sicuro di non dimenticartene nessuna per strada.


Quali sono le regole fondamentali da tenere a mente, per evitare di perdere traffico e posizionamento?

Considera se la migrazione del sito è la scelta giusta per te

Potresti risolvere i tuoi problemi in altro modo, non è detto che migrare il tuo sito web sia davvero necessario. Questa operazione infatti comporta grandi svantaggi se non è eseguita correttamente.

Nel caso di un rebranding semplicemente modificare pesantemente l’aspetto del tuo sito senza modificare il nome dell’attività, gli url o il dominio spesso è una scelta migliore.

Ovviamente ci sono anche dei casi in cui un rebranding molto pesante è necessario, quindi è anche necessaria la migrazione del sito.

Invece implementare il protocollo HTTPS è utile al SEO, quindi in questo caso la migrazione è necessaria.

Fai delle prove

Non lanciarti a capofitto nel tuo progetto, prenditi del tempo per fare qualche test.

Devi utilizzare un server (dedicato solo alle prove) su cui mettere il nuovo sito, per verificare se i Redirect funzionano, se tutte le nuove pagine funzionano.

Fare tutto subito ti porterà a fare degli errori, che se sono molto gravi possono distruggere tutti i tuoi sforzi.

Migra durante un periodo lento

Se la tua attività online, in certi periodi dell’anno, è più lenta o rende di meno, questo è il momento giusto per migrare il tuo sito.

In questo modo anche se sperimenterai un picco (temporaneo) del traffico organico da Google, dovuto al fatto che Google non si “rende conto” subito del cambiamento, non avrai perdite gravi.



Cosa da fare prima della Migrazione


Analizza tutto il tuo sito

Se il tuo sito è online da un po’ di tempo probabilmente ha centinaia di pagine online. Probabilmente con il passare del tempo te ne sei dimenticato qualcuna.

Oppure hai perso il conto delle pagine utili alla navigazione, e di tutte quelle che hanno solo quattrocento parole di testo e sono inutili al tuo SEO.

Magari hai delle pagine non indicizzate che hai utilizzato per una campagna AdWords, e finita questa le hai lasciate lì a prendere polvere.

Questo è il momento delle pulizie di primavera: con uno strumento come Screaming Frog analizza tutto il tuo sito e, con un documento Excel (se lavori da solo) o su Google Fogli (se stai condividendo un lavoro con il tuo team) riporta tutte le pagine esistenti.

Questo ti aiuterà a decidere la struttura del tuo “nuovo sito”: anche se vuoi semplicemente cambiare da HTTP a HTTPS fare un po’ di ordine nel tuo sito (sempre che tu non l’abbia mantenuto perfetto nel tempo) migliorerà il tuo posizionamento.

Fai una lista di tutti i tuoi URL, vecchi e nuovi

Una volta finita l’analisi del tuo sito web dovrai fare un elenco di tutti i tuoi vecchi URL e di tutti i tuoi nuovi URL, in modo da avere ben presenti tutti i redirect da fare e come farli.

Questo lavoro può essere un po’ lungo, ma è necessario per non dimenticarsi parti importanti del sito. Dopotutto avere solo cento pagine può sembrare poco, ma ricordarsi di fare 100 redirect è difficile.

Inoltre è importante che tu evidenzi le tue “pagine di punta”, quelle che si posizionano meglio, e faccia moltissima attenzione ai redirec di quelle pagine, perché l’ideale è proprio fare la migrazione senza danneggiare il posizionamento.

Analizza la tua sitemap.xml e il tuo file robot.txt

La sitemap.xml è un file dove è scritta la struttura del tuo sito: sono elencate tutte le pagine che tu vuoi che i motori di ricerca analizzino, e ognuna ha un “punteggio” che indica quanto è importante e quanto spesso viene aggiornata.

Avere una sitemap.xml è importante nel SEO, per questo dovresti controllarla periodicamente. Inoltre, se ti prepari a cambiare dominio, dovresti certamente controllarla. Soprattutto perché devi assicurarti che non ci siano conflitti con il tuo file robot.txt.

Facciamo un esempio per capire meglio: tu hai creato una landing page per la tua campagna Adword, che contiene dei testi duplicati e che serve solamente a quella campagna.

Quindi, dato che sai che Google non sopporta i contenuti duplicati, nel file robot.txt la metti come noindex. Però, essendo una pagina, viene inserita in automatico nella sitemap.xml, creando così un conflitto.

Per questo devi analizzare la tua sitemap.xml e assicurarti che sia perfetta.

Modifica Adwords e Social Media

È importante considerare che non tutto il traffico che arriva al tuo sito è traffico generato dal tuo posizionamento organico sui motori di ricerca: potrebbe arrivare ad esempio da annunci AdWords (che adesso si chiama Google Ads) o dai social network.

Reindirizzare al nuovo sito il traffico che arriva da queste fonti è facile.

Ti basta cambiare i link nelle pubblicità Adwords e nelle biografie dei Social Network, e fare un redirect per tutto ciò che non puoi modificare, come i link nei tuoi vecchi articoli postati da altri.

Analizza il tuo traffico organico

Devi analizzare tutte le tue parole chiave: quelle per cui sei posizionato e quelle per le quali vorresti posizionarti.

Le parole chiave per cui sei posizionato devi inserirle in un documento e assegnare ad ognuna l’URL per cui ti posizioni e quello nuovo. Questo ti permetterà di tenere d’occhio più facilmente le variazioni di traffico e i redirect da fare.

Nel caso delle parole chiave per cui vuoi posizionarti, invece, puoi utilizzare la migrazione come un motivo per migliorare tutte le pagine interessate. Devi fare un documento con la parola chiave, l’URL della vecchia pagina (se ne hai una, anche di bassa qualità) e l’URL della nuova pagina.

Poi scrivi accanto ad ognuna le operazioni che devi fare per migliorarne il posizionamento e le tieni presenti quando crei la nuova pagina nel nuovo sito.

Ecco che quando il nuovo sito avrà superato il calo di traffico dovuto alla migrazione piano piano anche queste pagine migliorate si posizioneranno meglio.

La cosa importante è vedere molto chiaramente l’andamento del tuo sito attuale, perché così avrai del materiale da confrontare, quando il tuo nuovo sito sarà online, per capire se hai fatto degli errori che possono averne peggiorato il posizionamento.

Metti rel=”canonical” ai nuovi URL

Le pagine canoniche sono pagine che hanno il “canonical” (appunto rel=”canonical”) che comunica a Google che sono la pagina che deve essere indicizzata.

Questo è importante, perché da a Google un segnale che le nuove pagine sono quelle giuste e che le pagine del tuo sito vecchio non sono più valide.

Se le pagine del tuo sito vecchio sono canoniche potresti avere dei grossi problemi di posizionamento: Google cercherebbe di posizionare le vecchie pagine, che però danno un redirect, e quindi non esistono più.

Potresti quindi non riuscire a posizionare il tuo sito nuovo. Per questo devi canonizzare tutte le nuove pagine, e togliere il rel=”canonical” da quelle vecchie.

Sistema i Link Interni

Ricordati di aggiornare tutti i link interni nel tuo sito.

Potrebbe sembrarti scontato, ma quando inizierai il processo di migrazione ti renderai conto che è molto allettante lasciarli così e fare un semplice redirect.

Ma devi resistere alla tentazione. Non solo perché un link redirect si carica più lentamente di uno normale me perché avere troppi link redirect può abbassare il tuo PageRank.

L’ideale è quindi fare una ricerca sul tuo sito e aggiornare tutti i link in modo che puntino sul nuovo sito.

Testa tutto

Devi, prima di fare la migrazione, mettere il tuo nuovo sito su un server di test e fare tutti i redirect per le pagine, in modo da controllare se funzionano.

Questa fase è molto importante e delicata. Se infatti sbagli qualcosa perderai il posizionamento della pagina su cui non hai fatto il redirect. I test ti servono ad evidenziare eventuali problemi che potrebbero farti perdere il tuo attuale posizionamento.



Cose da fare il giorno della Migrazione


Installa Google Analytics o un’altro tool per il monitoraggio del tuo sito

È importante installare subito Google Analytics sul tuo nuovo sito (o utilizzare un’altro tool di monitoring) per tenere d’occhio il traffico.

Probabilmente, se hai solo fatto il cambio da HTTP a HTTPS hai già tutti gli strumenti per controllare come stanno andando il tuo traffico e il tuo posizionamento sui motori di ricerca.

Ma se hai cambiato dominio, il giorno stesso in cui passi al nuovo sito devi installare uno strumento che ti permette di controllare il tutto: se i redirect stanno funzionando, se nei risultati di ricerca viene mostrato il sito vecchio o quello nuovo, se è tutto nella norma.

Un indicatore del fatto che la migrazione non è andata come previsto è proprio la perdita costante di traffico, che dura più di un mese. Quindi installa Analytics.

Aggiorna o crea la sitemap.xml e il file robot.txt

Se la tua sitemap è ancora valida, ad esempio nel caso tu abbia implementato il protocollo HTTPS, puoi semplicemente aggiornarla.

Nel caso invece avessi deciso di fare un completo rebranding della tua attività dovrai creare la tua sitemap.xml dal nulla, mantenendo con un redirect solo le pagine più importanti del vecchio sito (quelle che ti portano più traffico).

Anche nel caso tu stessi cambiando CMS devi creare nuovamente la tua sitemap.xml, utilizzando gli strumenti che il nuovo CMS ti permette di utilizzare (come dei plug in appositi).

Come per la sitemap.xml devi creare o aggiornare il tuo file robot.txt in base alle necessità del nuovo sito. Questo deve essere aggiornato in base alle necessità del nuovo sito.

E ricordati sempre di evitare i conflitti: non mettere delle pagine nella tua sitemap se nel tuo file robot.txt sono noindex.

Sottoponi la nuova sitemap.xml a Google Search Console

Google Search Console è uno strumento utilissimo, che ti permette di monitorare il tuo sito e di comprendere come Google lo vede.

Uno dei modi per permettere a Google di comprendere meglio il tuo sito è mostrargli la nuova sitemap.xml. Facendo l’upload della tua sitemap spingi Google a notare i cambiamenti fatti al tuo sito.

Questo è utile sia nel caso tu avessi creato un nuovo sito su un nuovo dominio sia nel caso del passaggio da HTTP a HTTPS.

Ovviamente Google non indicizzerà magicamente il tuo sito nuovo due ore dopo che tu hai sottoposto la sitempap.xml, però è sicuramente un metodo utile per farti notare più in fretta.

Google Search Console ti da anche molte altre informazioni sul nuovo sito, come tutti gli errori che ha notato errori e a cosa possono essere dovuti. Questo ti aiuterà a tenere sotto controllo il processo di migrazione del tuo sito.

Ma come fare a sottoporre la nuova sitemap a Google?

Sottoporre la tua sitemap a Google è molto facile, è un processo di soli tre step!

1. Fai il Log-In nella Google Search Console

Questa parte è semplice: vai su Google Search Console e accedi, poi scegli il sito che vuoi visualizzare.


Come accedere alla Google Search Console - sem-seo.it
2. Vai nella sezione giusta

Una volta che hai fatto l’accesso e sei entrato nel tuo sito, vai nella sezione “Crawl” e seleziona “Sitemap”. Ti apparirà questa schermata:


La vecchia Google Search Console - sem-seo.it
3. Aggiungi la sitemap

C’è un pulsante rosso in alto a destra, per aggiungere la sitemap.xml. Semplicemente aggiungila e aspetta i risultati.

La versione Beta della nuova Google Search Console.

Nel caso ti venisse mostrata la nuova versione di Google Search Console (ancora in prova) puoi inserire la nuova sitemap scrivendo il suo nome nella barra che viene presentata proprio in alto nella sezione “Sitemap”:


La nuova Google Search Console - sem-seo.it

Sistema i Backlink

Non so se il tuo vecchio sito aveva dei backlink importanti, che ne miglioravano il posizionamento. Ma se li aveva, questo è il momento di sistemarli.

Prima di tutto devi compilare una lista di tutti i tuoi backlink, il sito dove sono, la mail del webmaster del sito, la pagina a cui puntano e la nuova pagina.

Poi devi scrivere a tutti coloro che hanno un link che punta al tuo sito per fargli sapere che il tuo sito è cambiato e che dovrebbero quindi aggiornare il link e l’anchor text relativo.

Se non ti rispondono o, per qualunque ragione, non vogliono cambiarlo non preoccuparti troppo: basterà fare un redirect sul nuovo sito.



Cose da fare dopo la Migrazione


Preparati ad un piccolo calo del traffico

È normale che inizialmente, in concomitanza con il cambio di dominio, si presenti una diminuzione di traffico organico e posizionamento.

Ma se hai migrato il tuo sito correttamente vedrai il tuo traffico tornare come prima in poche settimane.

Se però noti che il tuo traffico e il tuo posizionamento non migliorano dopo un mese, potrebbe essere una spia che ti avvisa: c’è qualcosa di sbagliato, e quindi dovresti analizzare il nuovo sito per vedere se ci sono problemi.

Monitora costantemente il traffico e il posizionamento

Dopo aver sistemato tutto il tuo nuovo sito devi iniziare, come abbiamo già detto, a monitorarlo.

Tieni controllato tutto. Ti ricordi quella tabella di parole chiave che hai fatto all’inizio del processo di migrazione? Tirala fuori e continua ad utilizzarla per misurare i risultati che stai ottenendo.

Utilizza anche la tabella in cui hai messo tutte le parole chiave per le quali volevi migliorare il posizionamento e segna che modifiche hai fatto alle pagine (se ne hai fatte) e che miglioramenti stai ottenendo.

Tieni il vecchio dominio

Molti dicono che quando Google ha indicizzato correttamente il nuovo sito, puoi dimenticarti del vecchio dominio.

Ma dovresti tenerlo, con tutti i redirect pagina per pagina: se hai fatto il redirect di tutti i link che puntavano al vecchio sito (parliamo dei link in entrata che non sei riuscito a far modificare) eliminarlo porterebbe all’eliminazione di tutti questi backlink.



In conclusione

Se la migrazione di un sito è eseguita senza curarsi del SEO puoi essere sicuro che il traffico proveniente dai motori di ricerca sarà perso, così come il tuo posizionamento.

Tieni a mente tutti i passaggi elencati e riuscirai a migrare il tuo sito web senza problemi e a migliorare il tuo posizionamento organico sui motori di ricerca.

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